domenica, 22 marzo 2009


Nel post precedente avevo fatto distinzione tra "rompere il ghiaccio" in modo diretto ed indiretto. Questa distinzione è molto utile per separare due grandi filosofie, che dico da subito essere entrambe corrette, ma che funzionano in specifiche situazioni.

La maggior parte dei ragazzi quando ha raccolto il coraggio per per approcciare una ragazza è subito colto dal dubbio: che cosa dirò? come mi comporterò? devo fare il fico? devo offrirle da bere? devo "essere me stesso"? ossia?

Queste domande corrono selvagge nella testa, e se non si pone un freno a questo fiume di dubbi spesso succede che il coraggio che si era raccolto vada via. Quindi ancora prima di chiedersi che cosa dire bisogna evitare di imparanoiarsi nella testa e seguire la prima regola aurea: la regola dei 3 secondi. Occorre andare a parlare alla ragazza nei primi 3 secondi che l'abbiamo vista e in cui abbiamo l'impulso di conoscerla.

Parlerò un po' dell'indiretto. Indiretto non vuol impropriamente dire prenderla alla lontana, chiedendo una sigaretta, un'informazione.

Indiretto cela un concetto, che è quello che ogni tipo di interazione non deve lasciar trasparire interesse sessuale verso la ragazza in questione, e come già detto in precedenza agisce SUL GRUPPO con la quale la ragazza si trovi. Per cui si inizia parlando con un'altra ragazza o su un maschio se fra i presenti. Si può chiedere a questo punto un'opinione. Un modo ovvio e onesto è che sicuramente durante la serata ci siamo scontrati con il nostro amico con cui siamo usciti su un determinato argomento, e che vorremmo sentire anche la loro opinione. Ovviamente scopo della serata non è star a parlare per tutto il tempo della diatriba nata. Noterete che essendo noi uomini animali sociali, passati quei 30 secondi - 2 minuti di scambio di battute possiamo passare con disinvoltura ad altri argomenti, e... magicamente ci siamo fatti nuovi amici durante la serata!

A questo punto occorre dimostrare durante il nostro tempo fra i nuovi amici di essere ragazzi interessanti alla ragazza dei nostri desideri, ma sul come fare esula dall'argomento di questo post.

L'indiretto è quindi adattissimo per tutti quelle situazioni dove evitare di essere dei predatori sessuali è non solo socialmente intelligente, ma anche richiesto.

Sugli approcci è importantissimo trasudare sincerità e rilassatezza. Ho visto molti ragazzi chiedere in modo losco e innaturale opinioni strampalate che non interessavano neanche a loro, e questo porta ad un inevitabile disastro. Le persone alle quali ci rivolgiamo carpiscono i nostri secondi fini e ci sbatteranno in faccia la porta del rifiuto o nei casi peggiori, dell'offesa. L'obiettivo di una serata è di conoscere persone e divertirsi innanzitutto. Con queste premesse, è molto probabile che ci scappino molte piacevoli emozioni in più...
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lunedì, 20 ottobre 2008
E' tanto tempo che non scrivo, e soprattutto che non mi ritrovo sul campo a conoscere nuove ragazze al fine di condividere insieme momenti d'intimità. Si dice che chi non sa fare insegna, io aggiungerei che a volte insegna anche chi smette di fare... e per un piacevole motivo aggiungerei. Sono vari mesi che sono felice, e penso che questo si veda molto anche all'esterno. E sono molto motivato.

In questo periodo mi ritrovo ad aiutare molti ragazzi, i quali mi chiedono spesso come "avvicinarsi" ad una ragazza. Vogliono sapere "come fare".

Ebbene, da oggi voglio scrivere alcuni post un po' più dettagliati su che cosa faccio e su la filosofia di fondo che mi accompagna quando interagisco con le altre persone. La prima regola che chi vuole affidarsi a me deve seguire è quella di essere onesti, con se stessi ma soprattutto su chi si vuole conoscere. C'è ad esempio una particolare "razza" di ragazzi che come atteggiamento seduttivo principare adotta il modello "faccio il fico", ossia occhiali da sole altezzosi/camminate macho-andanti e freddate di sguardo di costante voglia di dominio del locale. Insomma piccoli spacciatori crescono...

Questi atteggiamenti, oltre ad essere estremamente contro produttivi generano di base l'innalzamento di una maschera da parte delle ragazze con cui andranno ad interagire.
  Essere sè stessi implica essere tranquilli, solari e socievoli. L'humor è presente quando si è se stessi, ecco perché è una caratteristica tanto cercata negli uomini. Quindi il "fico" non vince. Vince il "cool" che in inglese vuol dire quella zona di temperatura che sta tra il caldo ed il freddo, ossia chi non esagera. Chi è onesto. Chi è imprevedibile ma nello stesso tempo rispettoso.

Si creano quindi due strade parallele ma distinte su cui iniziare ad interagire con una ragazza, con le quali rompere il ghiaccio. Nella comunità vengono chiamate "diretto" ed "indiretto".

Andare di "diretto" vuol dire iniziare l'interazione mostrando da subito il nostro interesse verso una specifica persona o gruppo di persone (per cui sempre femminili se siete etero).

L'indiretto invece rompe il ghiaccio con una "scusa" per interagire con il GRUPPO. Mai con la singola persona. Difatti è sempre patetico quando un ragazzo si fionda su una ragazza e le dice "hai da accendere?" e poi rimane a parlare per un'eternità di cazzate. E' debole e denota poca originalità e valore conferito alla conversazione. Tutti sono capaci di mettere in piedi una farsetta del genere.

Cos'è meglio quindi? e come funzionano? Dipende.

Secondo la mia opinione e secondo il mio tipo di carattere e personalità, il diretto funziona molto bene se è davvero sincero ed unico, ad esempio se vedo una ragazza in pieno giorno in biblioteca, al centro commerciale, seduta su una fontana... etc... senza scuse le faccio sapere che ha colpito il mio occhio e la voglio conoscere.

l'indiretto è molto utile nel caso la ragazza si trovi in mezzo ad un gruppo di amici, spesso misto (maschi/femmine) e quindi molto meno "avvicinabile" in modo aggressivo, poiché il gruppo tenderà a "proteggerla" molto velocemente (la protegge dalla mandria di sfigati noiosi o dai "fichi" aggressivi di cui sopra).

Nei prossimi post, quando avrò di nuovo tempo di scrivere analizzerò in dettaglio entrambe le filosofie.

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sabato, 22 marzo 2008
La tensione è alta.

Domani inizia la sessione di registrazione a videocamere occultate  del sottoscritto e del suo in gamba e fedele wingman (ossia compagno di "rimorchio") alla volta di approcci per strada e nei club, dove inizieremo conversazioni e tramite un set di palle non indifferenti porteremo le interazioni a livelli molti piacevoli.

Serviranno per migliorarci se vogliamo diventare otttimi istruttori, grazie all'analisi dei nostri errori ed incertezze; ed i migliori riusciti potranno essere proiettatti per scopi didattici agli allievi.

E' importante questo test. E' da parecchio che non sono attivo con un wingman di grande valore ed ho paura di deludere le mie e sue aspettative, che sono altissime. L'ultima volta che sono uscito con questi eccelleti venusian artist, il mio wingman ha baciato per strada una ragazza, preso un appuntamento per il giorno dopo e ottenuto diversi numeri di telefono, un altro nostro compare è finito nella camera d'albergo a concludere la sera stessa. Ed io?!? sono finito incastrato con un mio allievo per ore con un gruppo di tre ragazze dove una di bellezza mediocre voleva stuprare almeno uno di noi due, e con le altre due non siamo riusciti ad avanzare di molto l'interesse sessuale.

Ma domani è un altro giorno. Anzi no, sono le 2 di notte. E' oggi
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giovedì, 20 marzo 2008
In questo piccolo paese, non ho mai avuto la possibilità di fare nulla con l'altro sesso che fosse "del luogo".

E' un mio blocco mentale. Vivevo e vivo tutt'ora due identità. Una è emozionante, l'altra ti trascina giù e ti trasporta in un vortice di dubbi e che appare agli altri qui. Mi sento probabilmente vicino a quello che molte 15enni provano vivevendo in un paesino soffocante che lascia poco spazio ad emozioni che trascendono la bevuta sconvoltona, scopatine qua e là, e sogni che sanno che inesorabilmente si infrangeranno.

Sebbene il mio doveva essere un passaggio rapido per prendere una laurea adesso si è trasformato ormai in qualcosa che forse posso riuscire a tramutare in una scoperta delle mie identità che prima non pensavo fossero così vicine e così simili in fondo. Quando giunsì qui persi tutti i traguardi di apparenza presi nella grande capitale, il mio pianoforte, i vantaggi di avere ricordi legati ad una tappa edonistica della mia vita, e poco dopo, persi anche la compagna che provò a rimanermi affianco. Fui aggredito, fui bocciato e ribocciato. Attaccato ai ricordi e ai diversi viaggi per tornare a Roma o per fuggire e riprendere l'identità emozionante, ed amplificare così quel vuoto che mi faceva sembrare il leone che si copre con la zampa. Vivevo senza quei tasti neri e bianchi che mi permettevano di affacciarmi a quello che era un mistero accessibile con le note. Me stesso, sempre me stesso. Anche quando fuori da queste minuscole case sfigate messe in fila mi ricordavano: qui no, qui non dimostrerai niente, nessuno merita la mia interiorità. Devo rimanere un essere tranquillo, una sorta di infiltrato. Tanto è una tappa. Tanto qui...
Le scuse, queste mi tengono qui sospeso. Tutto è una matrice qui, troppo evidente per non avere la nausea, ed ho questa dannatissima presunzione di vederla dove gli altri non vogliono neanche costatarne l'esistenza.

Probabilmente queste righe mi vengono dal fatto che la Comunità ormai è parte della mia giornata quando attivo i suoi precetti. Ed è questo sfruttamento viscido della matrice che mi permette di uscire da questo guscio. E per la prima volta qui, in questo piccolo paesino, ho ora tanti nuovi amici pronti ad inseguirmi.
In mezzo alle serate per parlare e farsi aiutare a fare le stesse cose che ho fatto io in quel locale o con quel gruppo di ragazzi. Mi toccano, mi salutano, non mi fanno più tirare fuori più il portafoglio per pagare, mi chiamano la notte chiedendomi di uscire e regalargli quel pezzo di Comunità quando un sabato vedono che cosa faccio fuori città e vedono in me un guru. Ma non mi sento tale, perché quando una persona sà toccare i tasti giusti mi ritrovo a ragionare di nuovo all'interno della matrice. E di nuovo queste due personalità, con risultati sempre a sprazzi.

Voglio il mio pianoforte, e lo voglio suonare a piedi nudi. Mi manco.
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venerdì, 15 febbraio 2008
Preparandomi il corso da portarmi quest'estate a Londra, ho voluto buttare un po' di soldi sul portale meetic, e provare a vedere di cosa trattasse questa nuova "moda" degli incontri via internet. Ho sentito vari amici che pare abbiano avuto diversi incontri reali alla fine, quindi, per non apparire impreparato ad improbabili domande sull'internet dating mi ci fiondo con purtroppo un certo scetticismo e pigrizia, e dopo una 20ina di giorni ecco le mie impressioni.

Innanzitutto ho trovato subito delle importante valutazioni sui target femminili che si trovano per la maggior parte, e sia su quelli maschili, andando non solo a spulciare i loro profili, ma vedendo l'effetto statistico delle loro azioni (sbandate, visite, etc...) sui profili delle controparti.

Passiamo ai profili delle ragazze. Purtroppo ho notato un pattern molto comune che si riscontra via internet; le ragazze o sono decisamente bruttine, o se sono carine o molto carine si tratta di cock teaser (termine che indica una ragazza che sminniotteggia solo per ottenere più attenzione e validazione possibile).
Si riconoscono entrambe perché solitamente le bruttine spendono quei dieci minuti della loro iscrizione per mettere qualcosa di più che una foto autoscattata col cellulare e l'altezza, che poi alla fine sarebbe il messaggio libero che a 9 su 10 suona come "Sono un xsona solare e sempre in cerca di bla bla bla, amo uscire con gli amici e divertirmi. Spero di incontrare tante nuove amicizie e poi... chissà!!!!! Un bacione a tutti!"
Invece le cock teaser mettono anche più di una foto, dettagli fisici precisi, e nessun messaggio personale o restringimento sulla ricerca dell'uomo. Chiaramente quest'ultime godono di visite astronomiche. C'è infatti la statistica con non solo il numero di volte che il profilo è stato visto, ma una fantomatica "sbandata" che a naso sembrerebbe il fogliettino della prima media quando dici alla tua prima compagnetta una frase simile, senza capire che di virile o realmente motivato quel click su "sbanda per..." non ha proprio nulla, tant'è che molte ragazze sono non solo senza dati, ma anche senza foto! pur tuttavia ricevono molte visite e molte sbandate, che a volte si attestano alla metà delle visite... ahahahhha.
Cioè un maschio internettiano su due clicca un profilo e sbanda, anche senza foto e senza testo; nella sua testa questo potrebbe significare di avere un milionesimo di possibilità in più di essere ricontattato... Questo non è un modo di superare la timidezza, questo è un modo per arrivare all'esasperazione più totale quando là fuori c'è un mondo pieno di ragazze che camminano e sorridono che aspettano solo noi!!!
I maschi quindi d'altro canto cercano di fare la loro parte, e mandano decine e decine di messaggi al giorno. Il mouse è un ak47 e facendo tutto il giorno moscacieca alla fine 1 su tot risponde, chiaramente con una telegrafica risposta simile al copia incolla che il disperato omucolo ha dovuto fare per poter giocare di statistica su più profili possibili (eh si... noi maschi siamo logici, vediamo logica dapperttutto, anche quando non c'entra). Alla fine sicuramente, sia abbassando le aspettative, sia con un po' di "culo" si conclude qualcosa (non è assolutamente culo in realtà è quasi fisica quantistica dopo che rompi il cazzo a tutto il portale qualcuna che ti incontra ci sta pure).

Considerazioni personali:

Ho mandato circa 15 email personalizzate, assolutamente non copia incolla e legate a ragazze che avevano un profilo degno di essere guardato e che mi ispiravano ad agganciarmi per vedere se c'era dell'altro. Una decina ha visitato il mio profilo, e 5 mi hanno riscritto telegraficamente alla cock teasing.
Se chi legge frequenta siti d'incontri mi dirà sicuramente che 15 email non è assolutamente un numero sufficiente per far funzionare la cosa, e che quantomeno una 20ina per di prove prima di un incontro ci devono essere, tanto non costa niente no? no?!? sbagliato.

Al di là dei 30 euro al mese costa il fatto che nella vita reale, con un po' di palle, si ottengono risultati molto più gratificanti, senza avere la concorrenza di una moltitudine di sfigati che ha una paginetta come la tua e che appiattisce la competizione.

Secondo le mie ultime
imprecise statistiche ho circa un "one4five" che vuol dire che su cinque gruppi di persone che avvicino per strada, in uno  riesco ad estrarmi la ragazza e portarmela a letto quanto prima (primo, secondo, o terzo appuntamento).
Chi è agli inizi, ossia che non ha mai aperto una ragazza per strada (nel gergo vuol dire avvicinato ed iniziato una conversazione) e per la prima volta esce con me, con un po' di incoraggiamo riesce SEMPRE ad ottenere diverse piacevoli chiacchierate, spesso un numero di telefono, e tanto divertimento e adrenalità che torna a casa felice, confidente ed uforico, perché non c'è nulla di pericoloso in conoscere ragazze! non mordono!.

Per cui, se a Londra ci fossero domande sull'internet dating, avrò un'idea su come rispondere.
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lunedì, 14 gennaio 2008
Mi sento così. Mi sono congelato, non per paura, ma per qualcosa di nuovo. Un coniglietto improvviso davanti a qualcosa d'inaspettato.

Superman dopo che inciampando sulla ventiquattr'ore si sbuccia il ginocchio, e si accorge che può essere anche Clark Kent e non essere invincibile, o imbranato davanti al dover trattare con persone apparentemente diverse dalla massa, che per te hanno un qualcosa di unico.

La vedevo ballare. Alta, bionda, sudatissima. Sembrava una ex sfigata da commedia americana, di quelle che hanno ad oggi una bellezza esteriore notevole, ma che nello sguardo e nei modi richiamano una semplicità e imbranataggine di un passato da occhialuta e apparecchio esterno. Di quelle che hanno vissuto tutte e due le faccie dello status femminile, che hanno lavorato per forza di cose sia sull'immagine interiore che esteriore della loro vita.

E a pochi metri di distanza io: il "pickup artist". Seduto, stregato. Perso tra i nostri giochi di sguardi, combattuto da una routine che avrei dovuto sciorinare ed una parte di me che non voleva farlo. Dal sapere che avrei dovuto avvicinarla e conoscerla...

Ma dopo anni che non avevo questa sensazione, non era la mia testa che mi diceva che volevo conoscerla, ma il mio corpo. Tutto. Anche i miei piedi ed i miei capelli la volevano conoscere. Io, che negli ultimi periodi della mia vita, e negli ultimi mesi del 2007 abituato ad iniziare una conversazione con innumerevoli ragazze al mese, mi ritrovavo lì, con una sensazione di... smarrimento, confusione, percezione alterata del tempo e dei suoi sguardi, che si facevano sempre più fugaci e in attesa di un mio passo, che non si schiodava dal suolo.

Smarrito.

E non la rivedrò più.

Nella vita reale il postino suona una volta sola, questo lo sapevo, ma ciò che più trovo ridicolmente irritante, è che negli ultimi anni della mia vita mi sono allenato sopra ogni ritegno ad aprire quella fottuta porta delle emozioni e ritirare la posta della possibile ragazza con quel "quid"; e quando si presenta per una volta tanto il postino delle opportunità, mi congelo dal panico e preferisco ritornare a scoparmi bambole di carne e hippie da curiosità.
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martedì, 25 dicembre 2007

A volte mi chiedo perché scendo così in basso. Credo che gli ormoni o le occasioni rendano l'uomo ladro e lo spingano a non rifiutare persone per le quali nutri profondi dubbi di sanità mentale solo per il fatto di trovarle comunque eccitanti ed attraenti fisicamente. O forse è proprio per la loro trasgressività che non si riesce a dir di no? o forse perché la tua onestà ti porta comunque a essere sicuro che è qualcosa che si vuole entrambi alla fine, quasi come se lei intuisse cosa realmente non hai voluto verbalizzare?

Sabato sera sono stato a Perugia. Bella città. Strane persone.

Si trova di tutto, ma proprio di tutto in strada. Molte straniere, ma sabato non ero in vena di americane (le mie preferite). Unica raccomandazione: non parlate del delitto... perderete probabilmente il gruppo avvicinato e quindi della ragazza prescelta...

Vedo un gruppo di 4 ragazze. Ero solo. Volevo andare diretto. Ero motivato dal fatto che erano un po' stile anni 60, sull'hippie andante ed ho sempre avuto delle fantasie per questo tipo di filosofia/abbigliamento. Chissà che non tirino fuori inaspettate doti sessuali tantriche o orientalate del genere, mentre me le sbatto violentemente all'occidentale rabbioso.

Mi avvicino lentamente, puntando la più carina:

Mi fermo davanti a lei, sorrido e la guardo negli occhi per qualche secondo senza dire nulla. Poi esclamo lentamente:

"Hai un minuto per lasciarmi il tuo numero di telefono".

"Che cosa?!?" si volta verso le amiche ridendo pronta a mandarmi a fanculo.

"E perché mai te lo dovrei dare?!?" continua lei, io non mi scompongo e proseguo.

"Ora hai 50 secondi". Continuo a sorridere e fissarla negli occhi. Mi piaceva, aveva uno sguardo intenso e vibrante.

Inizia ad essere nervosa e a ridere imbarazzata. Rimane ferma a continuare a verificare che la mia non fosse una stupida routine ma fossi una persona realmente alternativa.

Ora preferisco non dire come è passato questo minuto per non farmi rubare le frasi, perché se applicate a caso per strada senza saperle usare è come dare in mano un'arma che si può molto facilmente ritorcere contro l'utilizzatore. Basti sapere che in genere non è importante quello che si dice ma come lo si dice ad una donna. Eppure quasi nessun maschio ci crede, siamo troppo logici, le donne invece, annuiscono complici.

Prima di arrivare a zero le passo il numero di cellulare e scrive il suo numero. L'appuntamento era per il giorno dopo, e come prima domanda le chiesi:

"Il motivo che mi ha spinto a vederti è che esteticamente hai qualcosa che mi accende di desiderio, ma la bellezza è comune. Vorrei sapere che cosa c'è di nascosto al mondo che ti rende unica, perché ne intuisco la presenza, ma non riesco a palesarla"

Frase personale che, come sopra, usata male vi brucia come come un cerino (nella prima parte siete brutalmente onesti, e se l'avete conosciuta agendo voi da ometto vergognoso vi si ritorcerà contro questo improvviso cambio di atteggiamento).

Da qui purtroppo parte un panegirico personale che passa tra costellazioni di cazzate, spiritualità da setta alternativa alla Carlo Verdone, pubblicità con accendino ondeggiato coca-cola, e un mio enorme, inconsolabile decadimento di palle a terra. Il che ho due opzioni:

1) Qualificarla annuendo stupefatto:"Oh mio Dio, anche io sogno un ritrovamento spirituale sulla vette del Kangchenjunga dopo aver passato 6 mesi in tenda del Sole con uno Sherpa da panico!"

2) Rimanere in silenzio, sperando che mi voglia scopare lo stesso.

Per qualche strana ragione cosmica, probabilmente dovuta ad una delle sue cazzate Karmiche citate, cambia discorso e finisce per ripromettersi una scopata col sottoscritto (in modo molto indiretto, quasi alla Carlo Verdone con la bandana spirituale) l'anno prossimo.

Speriamo che il 2008 mi faccia provare il sesso hippie.

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mercoledì, 12 dicembre 2007

E' sfumata per ora l'idea di mettersi in proprio. Quel viaggio a Londra che all'inizio dell'anno non portò a nulla eccolo riapparire.

Probabilmente verrò assunto.

Lavorerò per una compagnia che insegna i ragazzi ad interagire con l'altro sesso. E se da una parte ciò mi esalta, dall'altra mi spaventa. A morte.

Dovrò convivere con lo stress di non sbagliare, e di trattare le ragazze che incontrerò durante i miei bootcamp come se non fossi osservato dalle persone che dovrò motivare a credere che in tutto ciò non c'è una magia o un potere, ma una profonda conoscenza della propria identità, che si andrà ad inseminare divertendosi in giro. Dovrò dare a questi ragazzi la motivazione per smettere di stare davanti ad un videogioco o bere fino a star male la sera, dovrò dimostrare che c'è un'altra via.

Quel che più mi spaventa però, è rovinare la grande fiducia e la grande voglia di provare strade nuove che coloro che mi vengono affidati riporranno in me.

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sabato, 14 luglio 2007

Il percorso è ancora in discussione, è solo saltato di livello. Ed in questo ultimo scritto decido di scrivere, a distanza di due anni dalla sua pubblicazione degli States, ciò che un libro ha portato alla luce del pubblico e della massa.

The Game: Penetrating the Secret Society of Pickup Artist di Neil Strauss

L'uomo che vedete in foto è stato il suo ed in parte il mio mentore. Mystery. Non è mio interesse parlarvi del libro in questione, o di Mystery, o di Neil Strauss. Ma ciò che è partito da loro. La "Community".

Sono entrato nella comunità italiana molto presto, ai suoi esordi, avendo già trascorso il mio tempo presso quella americana, dal vivo. In Italia ve ne sono più di un paio parallele. Tutte scarsamente frequentate, molto scarsamente, per lo più "lurkate" ossia solo da spettatori e non da contribuenti, me compreso. La principale nostrana è quella del Mystery Method.

Siccome da noi tutto avviene con ritardo, mentre in America la comunità è già collassata di qualità, qui da noi si appresta a farlo tramite i ben visibili segnali di cedimento.

Tranne per un paio di loro, la comunità italiana è piena e si sta riempiendo sempre di più di persone che cercano di superare le proprie insicurezze e problemi mentali inventando la propria abilità nell'attrarre le donne riempiendo i forum di cazzate. Gente che uscendo un paio di volte con loro fallivano miseramente ogni singolo approccio, non capendo che nel 90% dei casi le ragazze li prendevano in giro con falsi segnali di interesse. Queste persone sono super rispettate e stimate dalla comunità che quindi riceve da queste consigli puramente teorici su come essere attraenti. Commentano i fallimenti delle persone umili (le uniche che meritano di essere aiutate) che espongono i propri problemi iniziali nell'approccio con commenti dall'alto della loro autoproclamatasi cattedra teorica che fanno più danno che altro, stroncando sul nascere le potenzialità di queste persone. Perché non si può imparare su un forum; la vita è là fuori, puoi essere aiutato da qualcuno solo se ti aiuta dal vivo. Essere rispettato su un forum, su un sito, su un blog, non rende seduttori. Fare un approccio a freddo e scambiare quattro parole per 5 minuti non è un pickup riuscito. Avere il numero di telefono non è un "è andata". Un bacio in un angoletto di una discoteca piena di ragazze brille non è da PickUp Artist. Fa piacere, ma se permettono di alterare il loro ego si fermeranno a quello. E' così che vogliono vivere la loro vita, ed io non voglio averci a che fare. In America, nel 2004, prima che Strauss col suo dannato libro diventasse ricco e prima che la Community si affollasse di presuntuosi ed eccitati cani le cose erano semplicissime. E si migliorava! chi conosceva la Comunità era un eletto come Neo, e nessuno doveva dimostrare niente, e se qualcosa non andava bene e se chiedeva aiuto ti rispondevano: "Non lo so, non mi è mai capitato. Oggi lo provo e ti dico". In Italia ora, ed in America già da un paio d'anni, i guru spuntano come funghi, e per loro è inconcepibile non rispondere con autorità e competenza ad ogni singola fottuta domanda sulla seduzione. Sanno tutto loro. E sono sempre a casa davanti al monitor. Pensandoci bene volendo sono dei veri seduttori. Seducono forum, blogs, newsgroups...

Ogni volta che tramite queste mie pagine mi si chiedeva dettagli o aiuto dovevo a malincuore dire di no. Non posso. Io non ho imparato sui libri o sui forum. Li ho letti dopo, per razionalizzare ciò che facevo. Ma si impara là fuori. Si chiama vita. Si cambia vita.

Ho deciso di aprire una sorta di accademia, ad ingresso selettivo, non pubblicizzata. Voglio cercare nel mio piccolo di limitare l'affollamento nelle nostre città di pappagalli che infangano il maschio in generale. Ciò che alla fine, fa tristemente realizzare ad una donna che di uomini veri in giro non vi è mai traccia, e da evitare in special modo quei buffi e presuntuosi esseri che si proclamano Alpha e PickUp Artist grazie ad un libro.

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lunedì, 09 luglio 2007

Locale romano, tante ragazze sedute a chiacchierare. Il mio amico ed io perlustriamo la zona in cerca di amicizie. Chi bazzica i pub della capitale sa bene quanto a volte le coppie di ragazze siano "chiuse", tanto da aver la nomea di "tirarsela". In realtà sono solo infastidite dall'insistenza di molte persone che finiscono per abbassare loro l'energia della serata con approcci banali, domande insulse, o aggressività fuori luogo. Anche per i Pickup Artist questi ambienti incutono timore e nervosismo. Non nego che l'ansia non va mai via, e l'unico modo di incontrare ragazze è quello di essere già in stato sociale, e avere una personalità forte, sicura ed al tempo stesso non invadente. Non invito nessuno a provare questa apertura se non ha abbastanza esperienza perché sapendo di preparata in anticipo ed essendo piuttosto energica, genera a volte reazioni negative.

Mi avvicino alla prima coppia di ragazze, e senza pensarci le apro afferrando la terza sedia vuota al loro tavolino:

"E' libera questa sedia?"

"Sì sì..." mi risponde prontamente una di loro.

"Bene" la arretro per farmi spazio e mi sedio. Mi guardano entrambe, poi si guardano tra loro in stato di shock.

"Oddio ragazze" con fare stanchissimo, "Questo locale ti spompa".

Loro ancora non parlano ma accennano un sorriso e probabilmente si preparano a mandarmi a quel paese.

"Oh che maleducato! vi presento un mio caro amico, Mister X, è un musicista incredibile"

Il mio partner si siede prendendo una sedia dal tavolo a fianco.

Iniziamo a conversare e cerchiamo di metterle a loro agio. Ma la cosa non funziona tanto. Si mettono a parlare tra loro ma non demordo. Sembrano volerci ignorare nella speranza che capiamo l'antifona. Mi metto quindi a parlare con lui e ad un tratto mi rivolgo di nuovo a loro con un:

"Non lo pensate anche voi?"

A quel punto una delle due, l'amica più chiacchierona cerca di darci il colpo di grazia:

"Scusa, non per essere scortese, ma stiamo cercando di avere una conversazione!"

"Che coincidenza! anche io!" Le rispondo con un sorriso. La battuta fa il suo effetto.

Si guardano, ridono, e ci danno l'ok implicito per rimanere. A quel punto facciamo un po' il nostro show per instaurare un bel legame e farci 20 minuti di risate. Per non esagerare in un momento idoneo ci alziamo chiedendo prima i loro numeri perché di lì a pochi giorni ci sarebbe stata una festa a casa di un mio amico, ed era un'ottima scusa per rivederle entrambe.

Il seguito è stato che alla festa sono venute, ma io non sono riuscito a concludere oltre il petting, e non ho ritenuto opportuno chiederle una terza uscita. Il mio amico ha invece instaurato una relazione di qualche settimana con l'altra ragazza.

Ho provato due volte chiesta apertura, l'altra era andata male perché ci avevano esplicitamente invitato ad andarcene. Da riprovare un giorno in un locale allegro, magari all'estero.

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sabato, 07 luglio 2007

Se c'è una cosa che ho capito ultimamente grazie a solitarie esperienze di notti isolate sui monti è che una persona coraggiosa non è una persona senza paura.

Sembra sia comunemente associato il concetto di coraggio con l'assenza di ansia, ripensamenti, titubanze: L'uomo coraggioso è colui che non prova paura, che si lancia da un aereo o che avvicina una ragazza bella da intimorire con il cuore regolarissimo. No, per me non è coraggio.

Fra ululati, nitriti, vipere a caccia di roditori, suoni non identificabili di mammiferi inquieti, mi congelavo dalla paura. Stringevo un coltello da caccia come se mi avrebbe aiutato ad un eventuale assalto, che probabilmente era più nella mia testa che là fuori. I lupi sono reali, ma la mia gamba azzannata è un evento non necessariamente consequenziale. Eppure avevo paura. Ma rimanevo in tenda. Non anima viva nelle vicinanze ma una luna magnifica, a farmi compagnia e luce in un freddo irreale di luglio. E ripensando a quei momenti ad ogni tremore associavo quel costante pensiero di "andare avanti". Di non mollare qualcosa per cui vale la pena lottare e non arrendersi nonostante il proprio corpo voglia prendere possesso delle proprie aspirazioni, e dettare alla propria volontà di farsi da parte e rinunciare. Sì, non abbandonare. E quando il corpo non ne vuole sapere di collaborare, riprovare, fino a che, come un mulo pigro, capisce e si arrende ad un coraggio degno di un uomo. Un uomo ha una direzione. Non può essere sicuro di raggiungerla, ma può essere sicuro di non avere mai scuse per cambiare strada e darla vinta alle proprie paure.

Questo io chiamo coraggio.

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sabato, 23 giugno 2007

In questo momento dovrei stare fuori. In kiss close su estranee per nuova adrenalina dopo periodo di riflessione, a prendere numeri di telefono e fissare da subito nuovi incontri, per rimpinguare un'agenda estiva che non è di certo all'altezza delle pretese. Invece sono in casa. Stasera ho cancellato 7 numeri delle ultime 5 settimane di ragazze che non ho mai chiamato. Ho tenuto quelli di alcuni maschi incontrati insieme a loro invece, mi erano molto simpatici. Di 3 donne che avevo 1 è da poco tornata in Grecia, forse per sempre, 1 ha smesso di scoparmi perché avrà trovato di meglio, o perché tra miei esami ed impegni lavorativi con colleghi oltreoceano non la sentivo mai. Me ne rimane 1, ma ora è in vacanza. Finora solo numeri primi. Beh, almeno lo zero non è primo.

Arenarsi è normale credo. Eppure non mi sento meno valido. Non sento la pressione e la sfiga di stare solo a casa, nel silenzio. Anzi, scrivere oltre a queste righe altri pensieri mi aiuta ad essere più equilibrato, ora che un mio amico deve in questo momento farsi le stesse domande. Credo che però non sia una scusa per rinchiudersi. So che mi farebbe bene uscire e farmi i soliti nuovi amici, facendomi 50 km per andare in città più grandi e guadagnarmi la mia dose di testosterone. Ma purtroppo passa, ed in questo momento voglio ascoltarmi di più. Quindi da una parte del piatto della bilancia ho la possibilità di incontrare nuove persone interessanti, che mi distrarrebbero, e mi procrastinerebbero l'affronto di un problema che sento paradossalmente proprio adesso, alle porte dell'estate e alla dogana di frontiera di Ormonelandia. Sull'altro piatto ci sono io. La priorità ora è la voce interiore.

Per stasera abbastanza seghe mentali, e addirittura non ho neanche voglia di lucidarmelo. Splendente o no lo terrò al buio.

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venerdì, 22 giugno 2007

E' proprio vero che capita a tutti. Un mio caro amico e compagno di avventure ha perso la propria donna. Nulla è valsa la mia chiamata per riavvicinare la fanciulla a lui. Essendo un PickUp Artist digerirà bene il colpo, ma ciò non vuol dire che è immune dal soffrire. Mi dispiace amico mio, so che cosa provi ma ti rialzerai come ti ho visto fare molte volte, senza dover aggrapparti a qualcuno. Tantomeno a me, che mi hai salutato con un: "Va bene, non importa. Grazie lo stesso."

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sabato, 16 giugno 2007

L'estate si avvicina, e tra poco partirò da solo verso due nuovi paesi che non ho mai visto, dormendo da amici incontrati in altre parti del mondo, o conosciuti per altre strade. 

Credo che viaggiare sia una responsabilità verso sé stessi. Nel deserto del Sahara i Tuareg sono quasi come l'Alpitur, e si sono adattati con le jeep. Sulla fiancata hanno scritto: "La vita è un viaggio, e viaggiare è vivere due volte".

Purtroppo la gente viaggia troppo con la fantasia, e quasi mai lo fa veramente: "Vorrei essere lì", "A me viaggiare piace moltissimo...", e altre belle parole a casaccio per poi finire ogni anno a Ladispoli con i genitori (Verdone docet) o nel caso dei ragazzi la classica gitarella di fine anno all'estero con la scuola e le scorribande da 15enni tra le camere dell'hotel.

Viaggiare è un'altra cosa. Viaggiare è vivere. E' respirare e sopravvivevere immersi in un altro mondo. Un altro modo di pensare. La Tunisia non è sole e mare e villaggio vacanze. E' addentrarsi nel mercato e contrattare 20 minuti per un vaso in un arabo arrancato.

New York non è l'Empire State Building e 5th Avenue, è lo stress ed il sonnambulismo di una città che non conosce orari, ritrovarsi alle 5 del mattino a respirare un aria che non sa di appena svegli sotto il ponte di Brooklyn. 

Atene non è il partenone, ma una vecchietta che chiede molto cortesemente in greco di non far rumore alle tre del pomeriggio con la palla da basket perché a quell'ora si dorme.

Per me vivere è viaggiare, e sai che hai vissuto quando guardando la tua rubrica scopri che la puoi sovrapporre all'atlante, e non poterti mai trovare solo, in qualunque parte della cartina guardi.

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martedì, 05 giugno 2007

Il mio preferito è sempre lo Stronzo, sono sempre miei amici. Una volta salvai la vita ad uno stronzo, e lui, lo stronzo, mi salvò da me stesso.

Li disprezziamo sempre gli stronzi, eppure lì seguiamo in TV. Sono così... divertenti, affascinanti, apparentemente senza cuore. Viviamo nel tempo della bipartizione dell'etica, dove da una parte vogliamo costantemente essere accettati, e quindi mai criticati ma anzi lusingati sulle cazzate, e dall'altra apprezziamo e ci innamoriamo talmente tanto della sincerità. Una vera e propria bipartizione senza gradiente. Eh sì, perché o si sta da una parte o dall'altra. Non esiste il grigio nel rapporto con se stessi ed il proprio voler essere.

Da qui il mito Disney del principe Azzurro. Perché sono nella fantasia delle matite colorate esistono persone coraggiose e con personalità sincera ma che trattano tutti sempre con lusinghe. Il gentleman col pisello duro. 

Poi c'è il Tenente Colombo.

Lui è un vero dritto, perché è consapevole di una vera falla comune in tutte le persone: il giudizio. Anche io scrivendo queste parole lo sto facendo, categorizzando. E' un usanza ineliminabile. Ci serve per concettualizzare e ragionare più rapidamente. E lui che cosa fa? si mette su la maschera dell'imbecille. Perché lui, come lo stronzo di cui sopra, se ne sbatte di passare per imbecille, quando poi alla fine lo mette cronicamente in culo al saputello di turno che l'aveva categorizzato già alle sue prime goffe apparizioni.

Le sue finte uscite... per poi tornare a chiedere:

"Un'ultima cosa..."

e dopo aver ricevuto una risposta frettolosa fa finta di autoconvincersi con un:

"Ah sì, dev'essere proprio così!"

Capito che ha fatto sto Tenente? Ha usato l'orgoglio del sospettato per aver pensato ad una cazzata al volo ed aver "manipolato" i suoi pensieri. Così ad ogni domanda successiva il vero cretino la tratterà con sempre più superficialità, e farà in fine il passo falso finale. Con in soccorso anche l'irritante atteggiamento soffocante di Colombo, il falso imbecille che non si dà per vinto. Geniale.

Ecco infine la Vagina Gigante. Niente immagini, meglio l'immaginazione...

immaginatela con gambe e braccia, che cammina ondeggiando di lato.

Non darò neanche una sua descrizione. Sono curioso di sapere come descrivereste voi questo tipo di personalità...

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domenica, 03 giugno 2007

Lasciatemi spiegare due motivi per cui in tutti i locali dove c'è musica e ragazze il volume di quest'ultima è proporzionale alla bellezza delle stesse. Questo perché evita alle stra-divette di turno di non essere "molestate" dalla mole di ragazzi timidoni, stronzetti o semplicemente non "all'altezza" delle suddette dive, pronti a:

1) Offrire drink

2) Chiedere il suo nome/Auto-presentarsi dal nulla

3) Iniziare una qualsiasi comunicazione atta a conoscersi

Ma c'è un altro ottimo motivo per cui il volume è così alto: il consumo di alcol. Quando il volume è assordante e crea frustrazione da isolamento e difficoltà a comunicare le persone sono più inclini a consumare di più, sia per annegare il senso di "impotenza" di conversare con l'oggetto del desiderio, e sia per cercare di "sciogliersi" il più possibile, nella purtroppo vana speranza che se questo accada porti a qualcosa...

Ma il motivo principale per cui vi dico di non pensare davanti alla vostra compagna della serata di aver scritto il bestseller: "Mescolare i vari liquori che avete a casa per ottenere una bevanda bevibile e fare bella figura" è dal seguente caso umano:

La dolce fanciulla l'ho incontrata in un locale della costa adriatica dove mi diverto spesso e presso cui ho alcuni amici simpatici. All'epoca non ero ancora diventato astemio, e portata la ragazza a casa le preparo subito il famigerato cocktail, alla puttanesca diciamo. Dopo i primi sorsi ci parve riuscitissimo. Unico problema: probabilmente non era molto digeribile.

Poco dopo aver iniziato il rito dell'accoppiamento, inizia a sentire male alla pancia... all'inizio tutto orgoglioso pensavo fossi io la colpa, ma poi il dolore crescendo si localizzava sempre più in alto. Il colpevole si stava palesando. I problemi erano due

1) Non avevo ancora finito

2) C'era un problema più grosso: lei stava davvero male e sviene.

Panico. Mi sembrava una scena di una commedia demenziale americana dove il protagonista ha assurdi porno episodi dove appare un imbranato. Ecco, altro che aspirante venusian artist, ero proprio un cretino, e mi sentivo in colpa. Pochi secondi dopo rinviene e partiamo subito per l'ospedale. Avrò passato più rossi quella sera che in tutta la mia vita. Arrivati al policlinico le diagnosticano un attacco di gastrite che non mi aveva confessato.

Insomma essendo una turista non ho avuto poi occasione di rivederla.

Peccato, un aperitivo (analcolico) sarebbe stato un motivo per scherzarci su.

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giovedì, 31 maggio 2007

Ero al cinema. Ormai sono passati cinque anni. Il primo non si scorda mai. All'inizio pensi di stare per morire, impazzire, uscire dal tuo corpo. Il calore in viso, il cuore in gola, le palpitazioni. Lo riconosci il giorno dopo, e riesci a dargli un nome: l'attacco di panico. Eppure pensavo che non fosse così grave aver abbandonato l'idea che quella speciale ragazza non sarebbe più stata la compagna della mia vita.

Pensavo, e sbagliavo.

Improvvisamente mi sono ritrovato a dover maturare, ad avere la forza di capire che dovevo migliorare e cambiare il mio sbagliato sistema di valori, basato sull'essere uno "zombie sociale" per ottenere ciò che si vuole.

Ho continuato a soffrirne per qualche mese, accompagnati a volte anche da paralisi notturne. Nel 2003 ho visto con i miei occhi che cosa poteva diventare un uomo. Come realizzarsi, come smettere di vivere nelle teste degli altri. Improvvisamente quelle bruttissime esperienze di ansia cessarono. Non dovevo più portarmi un sacchetto dietro dove respirarci dentro, senza sapere se, quando e dove l'avrei usato. Stavo uscendo dal guscio. Stavo cambiando. Con una fatica immane.

Notti passate a capire le persone. A leggerle dagli occhi, ad affinare la calibrazione dell'empatia. Ad essere sociale, divertente, confidente in se stessi oltre ogni modo, sfiorando orgogliosamente la presunzione. La realtà era mia. Era davvero una mia rappresentazione, e nessuno me la poteva più alterare.

Vedere la matrice di tutto. Chiara, immutabile. Ed al tempo stesso non prendersi sul serio. Perché anche se sbagliata la realtà era mia. Immutabile se non al mio comando. La volontà di potenza della propria istintualità. L'abbandonare per sempre quella sensazione di non venire capiti, di quella spiacevolissima disparità di come ti vedevano le persone e del valore che sentivi dentro...

...dentro al vecchio guscio, che assieme ad esso, impigliati anche le vecchie paure, che si manifestavano come cadute dal cielo e che, se lasciate loro l'occasione, non ti lasciavano respirare.

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venerdì, 25 maggio 2007

Gli uomini oggi sono una mera ombra di quello che avrebbero potuto essere. Molti uomini si mettono su una facciata per allinearsi con la vita. Molti indossano maschere per conformarsi al clima sociale e politico che li circonda.

Questo è specialmente il caso degli uomini quando "corteggiano" le donne.

Loro non dimostrano se stessi, le comprano con i luoghi comuni del nostro tempo.

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martedì, 24 aprile 2007

Penso che nella vita occorra non solo fare i passi giusti, ma farli combaciare con le tempistiche di ostacoli e prede... non sempre è possibile.

Lei aveva un fisico divino. Le avevo visto i vianchi da brivido e quell'ombelico così sensuale. Mi avvicino. La annuso. Mi allontano.

Volevo mi desiderasse ancora di più, e con quel mal di gola le avrei rovinato quello che entrambi volevamo consumare, ma senza fretta, senza incertezze. Esco da casa sua con la certezza di un nuovo appuntamento...

All'una e mezza di notte di un anonimo giorno feriale ecco la chiamata. Poche parole per dirmi se potevo raggiungerla. Tre quarti d'ora dopo ero entrato a casa sua.

Era seduta su un tappeto insieme ad un'amica, candele dappertutto. Incenso. La mia mente per un attimo aveva creduto che l'amica non fosse lì per caso. Invece pochi secondi dopo:

"Allora io vado, è stato un piacere conoscerti Alphastatus!"

Va bene, poco male. A volte un uomo non deve chiedere troppo. In quel preciso momento le mie aspettative vengono colpite ed affondate da un colpo ben più basso.

BZzZZzzZ. Il citofono?!?! a quest'ora?

"Si? ahhhh! (faccia sorpresa e terrorizzata al tempo stesso) salite..."

Si volta verso di me e aggiunge con fare imbarazzato: "Non mi aspettavo andassero così le cose..."

Si apre la porta di casa ed un ragazzo insieme a due amici entrano, e nel gesto stesso di entrare la bacia:

"Amore, siamo tornati prima, avevo pensato che prima di ripartire volevo stare un po' di tempo con te! Sorpresa!"

Si volta verso di me e ci introduce lei.

"Piacere, io stavo per andarmene, le ho fatto un po' compagnia..."

Uscendo ho picchiato così forte contro il portone che probabilmente sarò stato sentito da tutto il palazzo.

Il seguito della storia è inesistente. Poco tempo dopo si fidanza con un gelosissimo personaggio pubblico.

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martedì, 17 aprile 2007

"[...] Let me tell you something you already know.

The world ain't all sunshine and rainbows.

It is a very mean and nasty place and it will beat you to your knees and keep you there permanently if you let it.

You, me, or nobody ain’t never gonna hit as hard as life. But it ain't how hard you hit; it's about how hard you can get hit, and keep moving forward. How much you can take, and keep moving forward.

That's how winning is done.

Now, if you know what you're worth, then go out and get what you're worth. But you gotta be willing to take the hits, and not pointing fingers saying you ain't where you are because of him, or her, or anybody.

Cowards do that and that ain't you.

You're better than that!"

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martedì, 17 aprile 2007
"Non so chi mi abbia messo al mondo, nè che cosa sia il mondo, nè che cosa sia io stesso. Sono in un'ignoranza spaventosa di tutto. Non cosa che cosa siano il mio corpo, i miei sensi, la mia anima e questa parte di me che pensa quel che dico, che medica sopra di tutto e sopra se stessa, e non conosce sè meglio del resto. Vedo quegli spaventosi spazi dell'universo, che mi rinchiudono; e mi trovo confinato in un angolo di questa immensa distesa, senza sapere perché sono collocato qui piuttosto che altrove, nè perché questo po' di tempo che mi è dato da vivere mi sia assegnato in questo momento piuttosto che in un altro di tutta l'eternità che mi ha preceduto e di tutta quella che mi seguirà. Da ogni parte vedo soltanto infiniti, che mi assorbono come un atomo e come un'ombra che dura un istante, e scompare poi per sempre. Tutto quello che so è che debbo presto morire; ma quel che ignoro di più è, appunto, questa stessa morte, che non posso evitare"
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mercoledì, 04 aprile 2007

Bill Gates, a 30 anni, nel 1985.

Non potendo realizzarsi poiché nerd, ha dovuto innerdire il mondo per essere il primo e il più potente nerd tra i nerd. Mi avevi convinto nerd bill, e ti odio per questo. In queste tue ridicole pose si riconosce subito la tua frustrazione ed il tuo credo vacillare. Volevi solo scopare, e nella tua disperata lotta trasversale per riuscirci, sei finito a godere solo ad inculare gli altri.

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domenica, 01 aprile 2007

Ieri sera sono stato aggredito. Un branco di 5 o 6 ragazzi che alle spalle hanno iniziato a picchiarmi. Era premeditato, perché poco prima, sebbene non li conoscessi, mi avevano offerto da bere. Nulla di strano fino a lì, mi capita spesso. Poi però le loro intenzioni si sono palesate più avanti. Per lo più calci, pugni e schiaffi. Ho pensato di andare a denunciarli, ma poi ho capito che avendo un po' bevuto si poteva pensare avessi iniziato io. Ecco anche spiegato il bicchierino amichevole offerto. Penso che una ragazza che ho avuto o con cui ho flirtato fosse ambita da uno di loro. Degli sfigati di certo, perché aggredire alle spalle sorretto da un gruppo di coglioni non è molto nobile.

Stamattina con i vari dolori (mi è andata bene comunque) ho pensato ad un mio amico, quando alzandosi la maglietta mi fece vedere una serie di cicatrici, come tanti taglietti. Era impressionante, e mi disse qualcosa del genere:

"Vedi, queste coste te le fanno quando vivi. Se sei sempre la persona nell'angolo non dovrai mai temere queste cose, ma il prezzo da pagare per staccarsi dalla massa è anche affrontare queste cose. Non ti lamentare mai se lo hai scelto. E' un percorso"

Non mi lamento, e non aspetto neanche il momento di vendicarmi di quelle persone. Preferisco continuare la mia vita che adoro, piuttosto che allontanarmene per inseguire dei battibecchi tra teppistelli di periferia. In ogni caso se ci riprovano sarò preparato, su questo possono contarci.

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lunedì, 26 marzo 2007

Forse questo è il post più intimista e profondo che scriverò. Non sto rinnegando la mia strada; e se sto ascoltando la colonna sonora del mondo di Amelie, che solo a dir del produttore è favoloso mi viene in mente che tutto ciò che sto vivendo sembra illusione. Ma è realtà. Questa colonna legata all'ultima persona che ho confessato d'aver amato. C'è chi si rifugia nella religione, e trova una forza o una spiegazione in un Dio che è alienazione di se stesso e delle sue speranze sociali. Chi si sente naufrago senza nave di salvezza in mari incompatibili con l'esistenza dei propri pensieri ed emozioni. Chi piange di nascosto. Chi ruba agli altri per colmare se stesso. Chi ferisce gli altri per vendetta. E chi sta fermo, per non decidere di che sofferenza soffrire, per non essere carnefice consapevole di se stesso.

Tutti loro hanno qualcosa in comune. Cercano all'esterno una validazione di se stessi. E trovarla, in se stessi, è essere Uomini. E' vero donne, ce ne sono rimasti pochi, per questo in questo momento, con questo pianoforte di sottofondo, mi ricordo chi ero. E soffro da morire per tutti quelli che non vedono che si fanno solo del male a non riconoscere la loro natura, ed il motivo ultimo per cui ci troviamo qui.

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domenica, 25 marzo 2007

Eccovela qui, gratis, a chi ha orecchie per sentire: pronti? L'AMORE NON ESISTE! è una pippa mentale! SVEGLIA!!! ora le femminucce possono postare commenti del tipo: "ma ke dici!!! l'ammore è qlc d profondo xkè t coinvolge tutto..." oppure dai maschietti "solo perché te lo hanno messo al culo una valangata di volte non vuol dire che puoi generalizzare" ai vecchi con tanta esperienza: "abbi fede figliuolo, arriverà quella giusta, sei troppo irruento, troppo impaziente..."

Ora sta dormendo di là. La ragazza. Chissà se ha un ragazzo in Grecia che non mi ha detto. Cazzi suoi, io mi limito a metterglielo dentro. Stamattina mi sono svegliato acido. Succede anche ai maschi, solo che molti non lo possono mostrare perché non sarebbero più "bravi ragazzi". Io invece sono uno stronzo.

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martedì, 20 marzo 2007

Oggi mi ha chiamato una mia ex. Mi ha offeso per tutto il tempo dicendo che non sono stato abbastanza maschio (veramente ha detto "avuto i coglioni") ad aspettarla durante il suo "periodo di pausa" che si è presa lei stessa, e di come sono stato stronzo a non essermi alterato o scomposto quando questa sua pausa mi ha portato a lasciarla. E dopo tutta la sfilza di improperi che mi ha diretto, alla fine della telefonata, con un sorriso di rammarico nel cuore, le ho semplicemente detto:

"Ok... torno a studiare ora".

"Ok!" risponde secca.

Click.

Non so se la foto rispecchi il mio stato d'animo.

Di sicuro non il suo.

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lunedì, 19 marzo 2007

Sebbene non lo conosca di persona ha tutta la mia ammirazione. Ogni fotogramma del video mi ha emozionato e ha riportato a galla tutte le emozioni che ho provato negli ultimi anni. Anche quelle brutte. D'altronde chi è che quanto meno non è stato male per una storia importante?

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lunedì, 19 marzo 2007

Preferisco decisamente i club.

Le discoteche non mi piacciono non perché mi intimorisce la musica altissima o il fumo che non ti fa vedere un cazzo, anzi li gradisco perché la mia teoria è che più la musica è alta e più le ragazze saranno belle perché il frastuono impedirà ai timidi, insicuri e noiosi sfigati di approcciarle. E' una difesa a costo zero per quelle che non vogliono coglioni intorno. Le discoteche le odio perché non gradisco i pugni in faccia.

Sono stato in mezzo ad una rissa una volta per colpa di uno che aveva bevuto troppo ed è finita male per entrambi, quindi le discoteche, quando sei bravo con le ragazze presentano un grosso problema: i ragazzi sono molto più violenti dei club. Ma arriviamo al punto. L'ultima volta che ci sono stato era questa estate. Appena entro vedo una massa di buzzurri che ballano, sudano, fanno i piacioni con le ragazze in modo semi ridicolo.

Ignoro tutti, sorrido e penso: "Tutto sarà molto semplice se hanno questa percezione della realtà e del divertimento". Infatti avevo fatto i compiti a casa. Mi ero truccato pesantemente, messo il cappello a cilindro altissimo e buffissimo (se trovo le foto le metto in linea) e qualche accessorio strano addosso, come una sorta di copri spalle piumato, tutto secondo la nota teoria del "peacocking". Non avevo bisogno di attaccare io bottone con le ragazze. Non avevo bisogno di aprire bocca, di urlare, di usare frasi rompighiaccio false e ridicole. Loro lo facevano. Se mi toccavano dicevo:

"Ehi giù le mani dalla merce, questi roba non è gratis! 10 euro ad ogni toccata".

E loro? ovviamente non la smettevano più di toccarmi. E quando le ragazze in discoteca vedono uno che viene palpato da 5 ragazze contemporaneamente che ridono e si divertono pensano "Io ,io, io lo voglio!!!" A questo punto succede che tutti i maschi (soprattutto gli insicuri e gli sfigati) pensano che sia un coglione e per questo una volta mi hanno voluto anche pestare. Ma chissene frega, sono lì che mi diverto come un matto. Ad un tratto una ragazza molto carina che probabilmente mi voleva più delle altre mi dice ad alta voce: "Ma non ti senti ridicolo?!" contento di questa domanda rispondo ad alta voce in modo che anche le altre mi possano sentire:

"No, tu non pensi che sia ridicolo. Tu sei attratta da me." Sono tutte mie a quel punto. Continuo a prendere in giro quella che cercava di mettermi in difficoltà, si qualifica nei miei confronti e quindi la prendo per la vita e scusandomi con le altre la porto fuori dalla discoteca. Le orecchie fischiavano così tanto che non volevo più rientrarci così glielo dico e la bacio. La guardo fisso negli occhi e le dico una frase che uso spesso:

"Mi piacerebbe fare l'amore con te e svegliarmi domani mattina per prepararti la colazione. Ma vorrei portarti a letto solo se posso poi prepararti la colazione...".

Aspetto in silezio. Tanto è un si od un no. Ci pensa a lungo, io non mi muovo e non parlo. La guardo sorridendo. Altri dieci secondi. Guarda in terra e poi mi risponde:

"Ma non ti conosco nemmeno!" E qui applico la mia regola d'oro che non posso proferirla in un blog. Ho solo due regole che funzionano sempre e pilotano la mia vita. Non dico nulla e mi avvio alla mia macchina.

"Ma dove vai?!?" lei mi urla da dietro

"A casa... che fai li impalata? non ti sto mica avvicinando la macchina per te sai?!?".

Si lo so che cosa pensate. Non è possibile. Non ci credo neanche se lo vedo!. A me se non ci credete me ne frega pochissimo. Un ora dopo era giù a succhiarmelo di santa ragione.

Essendo correttissimo, il giorno successivo cornetto caldo e cappuccino cremoso a letto.

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domenica, 18 marzo 2007

Prima considerazione, di cui sono profondamente convinto. Ogni ragazza che ho avuto non sono sicuro che non mi tradiva. E chiunque affermi che la sua dolcissima ragazza sicuramente non fa di queste cose ha fottutamente torto. E non se la deve prendere personalmente, sarebbe come ammettere che ha questa insicurezza. Io ci posso convivere. Anzi dal momento che in questo momento non ho una ragazza ma tre (acquisite da pochi giorni), ognuno fa quel che gli pare, ma almeno siamo tutti e quattro onesti. Dico questo perché circa 8 mesi fa avevo visto tre studentesse americane a piazza navona, e stando insieme ad altri amici decido di portarli in interazione con loro. Quando quella che mi piaceva mi ha chiesto da subito che cosa mi ha spinto a conoscerla, avendo un sorriso molto angelico ed un tono gentile con me applico una delle mie regole: tratta le signore da puttane e le puttane da signore.

"La prima cosa che ho pensato quando ti ho vista era come sarebbe stata la sensazione dei tuoi capelli biondi sul mio petto e se la frangetta che hai ti coprirebbe la faccia se sei giù a lavorarmelo".

Ed è stato esattamente ciò che avevo pensato. Due giorni dopo la rivedo, prendiamo un drink, quattro cazzate per conoscerci e per vedere che non ero un bluff, e andiamo a casa a chiudere l'affare. Non chiedetemi dettagli sulla nottata.

Il mattino dopo, alle fottute 9 del mattino: DRIIiiiIIiiiN!

"Hello?!? Hi sweetheart!!" Il ragazzo dall'america. Povero. Era la terza volta che mi capitatava nell'ultimo anno. Essere svegliato la mattina dal loro ragazzo al telefono. Hai sensazioni miste. Da una parte ti senti strano, non sai dire se la cosa non ti tange o se hai un po' di solidarietà maschile, dall'altra realizzi di stare davanti ad uno specchio. L'altro ragazzo al telefono potrei essere benissimo io quando ero ancora il ragazzo che pensava che per scopare dovesse fidanzarsi. Quello che più mi sconcertava però, era che questa ragazza aveva il tono di chi amava veramente, un tono da perfetta fidanzatina, tono a me tristemente e personalmente familiare...

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domenica, 18 marzo 2007

Di certo non si vedrebbe motivo di scrivere su di un tipo che era sfigato, magrolino (lo sono tutt'ora), timido ed insicuro di come si sia totalmente trasformato nei confronti della vita in appena due anni. Soprattutto nel suo punto più debole: le donne. Non se ne vedrebbe il motivo perché apparirebbe semplicemente uno sfoggio di storie di successo con le donne, su la cui veridicità alcuni potrebbero anche insospettirsi. Visto che qui non pretendo di insegnare nulla a nessuno e tantomeno urtare la furba sensibilità delle internaute, non chiedo ne di credermi, ne di seguirmi. Voglio solo condividere con il mondo il mio entusiasmo su ciò che mi sta investendo come un'onda di illuminazione: i pensieri che ho adesso di termini quali "Onestà" o "Rispetto" oppure "Fiducia" di cui tanto sognano di trovare le donne in un uomo sono ora chiari. E sono tutt'altro di quello che avevo in mente con l'istruzione che mi aveva dato la società su come agire, pensare, respirare intorno al gentil sesso, ed infatti non scopavo mai. O almeno, scopavo ma per puro culo o coincidenza di eventi. E' come essere usciti da un tunnel in cui da subito mi rendevo conto: ma come avevo fatto a non vedere che anche io posso avere successo? Mai avrei pensato che cambiando e diventando ciò che chiamerò "Alpha" fosse possibile portarsi a casa una ragazza conosciuta la sera stessa, e dopo averla riportata al club prenderne un'altra e fare altrettanto. Eppure si può, ed è dannatamente semplice una volta capito cosa serve per cambiare e imparando innanzitutto a capire che è possibile. Credo che quindi in finale il senso di questo blog è molteplice: primo farsi delle sane risate su tante situazioni spesso ridicole che mi sono capitate, quasi a suggerire ai più timidi che grazie al loro difetto se la sono scampata (e si stanno però anche perdendo una vita davvero da rock star). Secondo condividere con altri le mie sensazioni ed emozioni sulle donne. Molti post so già solleveranno un polverone. Siccome non sono qui per argomentare con le ragazze furbamente offensibili di cui sopra, le invito da subito a non navigare tra le mie pagine. Anzi preferisco per fratellanza maschile dare stimolo anche ai più disillusi che tutti "possono". Davvero tutti.

ps. Lo scrivo da subito in modo da esser chiaro: non voglio uscire con ragazze conosciute via internet, quindi qualsiasi opinione voi ragazze vogliate scrivere in privato sappiate che non sono disposto a 1) uscire 2) parlare al telefono 3) Variare una qualsiasi mia regola se non di mia volontà.

Il motivo è semplice: portare a letto una ragazza conosciuta via internet è più difficile, più incerta la bellezza fisica e quindi il mio grado di attrazione nei suoi confronti, e decisamente più faticoso di portarmene una a casa che vedo di persona. Punto.

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