sabato, 14 luglio 2007

Il percorso è ancora in discussione, è solo saltato di livello. Ed in questo ultimo scritto decido di scrivere, a distanza di due anni dalla sua pubblicazione degli States, ciò che un libro ha portato alla luce del pubblico e della massa.

The Game: Penetrating the Secret Society of Pickup Artist di Neil Strauss

L'uomo che vedete in foto è stato il suo ed in parte il mio mentore. Mystery. Non è mio interesse parlarvi del libro in questione, o di Mystery, o di Neil Strauss. Ma ciò che è partito da loro. La "Community".

Sono entrato nella comunità italiana molto presto, ai suoi esordi, avendo già trascorso il mio tempo presso quella americana, dal vivo. In Italia ve ne sono più di un paio parallele. Tutte scarsamente frequentate, molto scarsamente, per lo più "lurkate" ossia solo da spettatori e non da contribuenti, me compreso. La principale nostrana è quella del Mystery Method.

Siccome da noi tutto avviene con ritardo, mentre in America la comunità è già collassata di qualità, qui da noi si appresta a farlo tramite i ben visibili segnali di cedimento.

Tranne per un paio di loro, la comunità italiana è piena e si sta riempiendo sempre di più di persone che cercano di superare le proprie insicurezze e problemi mentali inventando la propria abilità nell'attrarre le donne riempiendo i forum di cazzate. Gente che uscendo un paio di volte con loro fallivano miseramente ogni singolo approccio, non capendo che nel 90% dei casi le ragazze li prendevano in giro con falsi segnali di interesse. Queste persone sono super rispettate e stimate dalla comunità che quindi riceve da queste consigli puramente teorici su come essere attraenti. Commentano i fallimenti delle persone umili (le uniche che meritano di essere aiutate) che espongono i propri problemi iniziali nell'approccio con commenti dall'alto della loro autoproclamatasi cattedra teorica che fanno più danno che altro, stroncando sul nascere le potenzialità di queste persone. Perché non si può imparare su un forum; la vita è là fuori, puoi essere aiutato da qualcuno solo se ti aiuta dal vivo. Essere rispettato su un forum, su un sito, su un blog, non rende seduttori. Fare un approccio a freddo e scambiare quattro parole per 5 minuti non è un pickup riuscito. Avere il numero di telefono non è un "è andata". Un bacio in un angoletto di una discoteca piena di ragazze brille non è da PickUp Artist. Fa piacere, ma se permettono di alterare il loro ego si fermeranno a quello. E' così che vogliono vivere la loro vita, ed io non voglio averci a che fare. In America, nel 2004, prima che Strauss col suo dannato libro diventasse ricco e prima che la Community si affollasse di presuntuosi ed eccitati cani le cose erano semplicissime. E si migliorava! chi conosceva la Comunità era un eletto come Neo, e nessuno doveva dimostrare niente, e se qualcosa non andava bene e se chiedeva aiuto ti rispondevano: "Non lo so, non mi è mai capitato. Oggi lo provo e ti dico". In Italia ora, ed in America già da un paio d'anni, i guru spuntano come funghi, e per loro è inconcepibile non rispondere con autorità e competenza ad ogni singola fottuta domanda sulla seduzione. Sanno tutto loro. E sono sempre a casa davanti al monitor. Pensandoci bene volendo sono dei veri seduttori. Seducono forum, blogs, newsgroups...

Ogni volta che tramite queste mie pagine mi si chiedeva dettagli o aiuto dovevo a malincuore dire di no. Non posso. Io non ho imparato sui libri o sui forum. Li ho letti dopo, per razionalizzare ciò che facevo. Ma si impara là fuori. Si chiama vita. Si cambia vita.

Ho deciso di aprire una sorta di accademia, ad ingresso selettivo, non pubblicizzata. Voglio cercare nel mio piccolo di limitare l'affollamento nelle nostre città di pappagalli che infangano il maschio in generale. Ciò che alla fine, fa tristemente realizzare ad una donna che di uomini veri in giro non vi è mai traccia, e da evitare in special modo quei buffi e presuntuosi esseri che si proclamano Alpha e PickUp Artist grazie ad un libro.

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lunedì, 09 luglio 2007

Locale romano, tante ragazze sedute a chiacchierare. Il mio amico ed io perlustriamo la zona in cerca di amicizie. Chi bazzica i pub della capitale sa bene quanto a volte le coppie di ragazze siano "chiuse", tanto da aver la nomea di "tirarsela". In realtà sono solo infastidite dall'insistenza di molte persone che finiscono per abbassare loro l'energia della serata con approcci banali, domande insulse, o aggressività fuori luogo. Anche per i Pickup Artist questi ambienti incutono timore e nervosismo. Non nego che l'ansia non va mai via, e l'unico modo di incontrare ragazze è quello di essere già in stato sociale, e avere una personalità forte, sicura ed al tempo stesso non invadente. Non invito nessuno a provare questa apertura se non ha abbastanza esperienza perché sapendo di preparata in anticipo ed essendo piuttosto energica, genera a volte reazioni negative.

Mi avvicino alla prima coppia di ragazze, e senza pensarci le apro afferrando la terza sedia vuota al loro tavolino:

"E' libera questa sedia?"

"Sì sì..." mi risponde prontamente una di loro.

"Bene" la arretro per farmi spazio e mi sedio. Mi guardano entrambe, poi si guardano tra loro in stato di shock.

"Oddio ragazze" con fare stanchissimo, "Questo locale ti spompa".

Loro ancora non parlano ma accennano un sorriso e probabilmente si preparano a mandarmi a quel paese.

"Oh che maleducato! vi presento un mio caro amico, Mister X, è un musicista incredibile"

Il mio partner si siede prendendo una sedia dal tavolo a fianco.

Iniziamo a conversare e cerchiamo di metterle a loro agio. Ma la cosa non funziona tanto. Si mettono a parlare tra loro ma non demordo. Sembrano volerci ignorare nella speranza che capiamo l'antifona. Mi metto quindi a parlare con lui e ad un tratto mi rivolgo di nuovo a loro con un:

"Non lo pensate anche voi?"

A quel punto una delle due, l'amica più chiacchierona cerca di darci il colpo di grazia:

"Scusa, non per essere scortese, ma stiamo cercando di avere una conversazione!"

"Che coincidenza! anche io!" Le rispondo con un sorriso. La battuta fa il suo effetto.

Si guardano, ridono, e ci danno l'ok implicito per rimanere. A quel punto facciamo un po' il nostro show per instaurare un bel legame e farci 20 minuti di risate. Per non esagerare in un momento idoneo ci alziamo chiedendo prima i loro numeri perché di lì a pochi giorni ci sarebbe stata una festa a casa di un mio amico, ed era un'ottima scusa per rivederle entrambe.

Il seguito è stato che alla festa sono venute, ma io non sono riuscito a concludere oltre il petting, e non ho ritenuto opportuno chiederle una terza uscita. Il mio amico ha invece instaurato una relazione di qualche settimana con l'altra ragazza.

Ho provato due volte chiesta apertura, l'altra era andata male perché ci avevano esplicitamente invitato ad andarcene. Da riprovare un giorno in un locale allegro, magari all'estero.

postato da: alphastatus alle ore 01:02 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 07 luglio 2007

Se c'è una cosa che ho capito ultimamente grazie a solitarie esperienze di notti isolate sui monti è che una persona coraggiosa non è una persona senza paura.

Sembra sia comunemente associato il concetto di coraggio con l'assenza di ansia, ripensamenti, titubanze: L'uomo coraggioso è colui che non prova paura, che si lancia da un aereo o che avvicina una ragazza bella da intimorire con il cuore regolarissimo. No, per me non è coraggio.

Fra ululati, nitriti, vipere a caccia di roditori, suoni non identificabili di mammiferi inquieti, mi congelavo dalla paura. Stringevo un coltello da caccia come se mi avrebbe aiutato ad un eventuale assalto, che probabilmente era più nella mia testa che là fuori. I lupi sono reali, ma la mia gamba azzannata è un evento non necessariamente consequenziale. Eppure avevo paura. Ma rimanevo in tenda. Non anima viva nelle vicinanze ma una luna magnifica, a farmi compagnia e luce in un freddo irreale di luglio. E ripensando a quei momenti ad ogni tremore associavo quel costante pensiero di "andare avanti". Di non mollare qualcosa per cui vale la pena lottare e non arrendersi nonostante il proprio corpo voglia prendere possesso delle proprie aspirazioni, e dettare alla propria volontà di farsi da parte e rinunciare. Sì, non abbandonare. E quando il corpo non ne vuole sapere di collaborare, riprovare, fino a che, come un mulo pigro, capisce e si arrende ad un coraggio degno di un uomo. Un uomo ha una direzione. Non può essere sicuro di raggiungerla, ma può essere sicuro di non avere mai scuse per cambiare strada e darla vinta alle proprie paure.

Questo io chiamo coraggio.

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